Parole in cammino: Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia
Parole in cammino
Il Festival dell’italiano e delle lingue d’Italia
Siena, 21-24 aprile 2026
(www.ilfestivaldellalinguaitaliana.it)
Direzione artistica: Massimo Arcangeli
Organizzazione: La parola che non muore
Ufficio Stampa: Letizia Pini
Tema portante dell’edizione del 2026:
la “parola giovane dell’anno”
Dall’iniziativa che invitava a votare le parole o le espressioni più significative dell’uso giovanile per il 2025 è risultata vincitrice la parola selezionata dall’Accademia della Crusca
Nel lontano 2008 la casa editrice tedesca Langenscheidt ha lanciato la Jugendwort des Jahres (“parola giovanile dell’anno”) e nelle ultime tornate, sui vocaboli in lizza, il dibattito collettivo sulla voce da incoronare è stato accesissimo ed entusiasmante. Nel 2025 il gioco tanto amato dai tedeschi si è giocato anche da noi. L’iniziativa, ideata dal linguista Massimo Arcangeli, aperta a tutti ma indirizzata in particolare ai giovani e ai giovanissimi, si è svolta nella cornice del Festival della Lingua Italiana e delle Lingue d’Italia e in collaborazione con i Comuni di Siena, di Firenze e di Grosseto, con la Regione Toscana, con il Consiglio Regionale della Toscana e il Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana, con la Unicoop di Firenze, con la Rete Nazionale dei Licei Classici, ideata e realizzata dalla dirigente scolastica Elisa Colella, con la storica trasmissione televisiva Striscia la Notizia, che ha mandato in onda un servizio sulle scelte dei giovani di tutta Italia, accompagnate a una definizione, un commento, un audio, un video o altro, e ancora con il Festival del Cinema di Taormina e il Filming Italy Sardegna Festival. Nella seconda di queste due ultime manifestazioni, dirette da Tiziana Rocca, testimonial e ambasciatori del progetto sono stati più di 200 studenti e studentesse dell’Università di Cagliari, partner del festival dalla sua prima edizione, che hanno indossato per l’occasione, nella giornata conclusiva dell’evento, andato in onda in seconda serata su Rai 1, magliette con su stampate le parole più gettonate fino a quel momento (giugno 2025): amo, aura, bobbare, bro, broski, chill, cringe, fra, letsgoski, rimasto, slay.
Le giovani e giovanissime generazioni, grazie a un uso sempre più consapevole delle nuove tecnologie e degli strumenti linguistici e comunicativi di cui dispongono, dimostrano di possedere tutti i mezzi necessari, se messi in condizione di utilizzarli al meglio, per accompagnare il cambiamento sociale e culturale lanciando la loro sfide, non ultima quella di una sorprendente creatività lessicale, anche ben oltre quei mezzi. A dimostrarlo gli esiti di una recente iniziativa sulla “parola giovanile dell’anno”, sviluppata in collaborazione con l’Accademia della Crusca e la Società Dante Alighieri, da cui sono scaturiti centinaia di neologismi definiti, spiegati, commentati in modo serio e originale. Alle moltissime scuole partecipanti, fra secondarie di primo e di secondo grado, si sono aggiunti enti, aziende e istituzioni, oltre a personalità del mondo dell’imprenditoria, dell’università, della cultura, ecc., in qualità di testimonial, singoli o collettivi. La “parola giovane dell’anno” ha visto la partecipazione, fra gli altri, delle Università degli Studi di Siena e di Firenze, dell’Università per Stranieri di Siena, del Polo Universitario Grossetano, della Festa di Scienza e Filosofia di Foligno, dell’Accademia della Crusca, della Società Dante Alighieri, e dei suoi comitati locali di Siena e di Grosseto, dell’associazione Step–Net di Viviana Castelli, delle case editrici Zanichelli e Mondadori Edu e di alcuni primi cittadini. L’Accademia della Crusca ha puntato su chill e il suo presidente, Paolo D’Achille, su aura, la Società Dante Alighieri su bro (per brother) e fra (per fratello). Nicoletta Fabio, sindaca di Siena, Sara Funaro, sindaca di Firenze, e Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, hanno scelto rispettivamente boomer, chill e ghostare. Mondadori Edu, traendole dal dizionario d’italiano Devoto-Oli, ha selezionato, oltre a bro e a ghostare, i vocaboli bestie, cringe, dissing, crush e triggerare.
Le cinque parole che si sono contese fino all’ultimo il gradino più alto del podio, votate da una giuria popolare composta di migliaia di giovani e giovanissimi dell’intera penisola e scelte fra le tante in uso, sono state aura, bro, chill, ghostare e rimasto. Nel rush finale una giuria di qualità composta da 15 persone (sette adulti, fra insegnanti, docenti universitari e dirigenti scolastici, e sette giovani di età compresa fra i 14 e i 18 anni, più un presidente, un giovane fra i 19 e i 21 anni) ha scelto tre parole delle cinque indicate, in ordine di preferenza, e alla prima, alla seconda e alla terza scelta di ognuno dei membri della giuria sono stati assegnati rispettivamente 3 punti, 2 punti e 1 punto. Ecco l’esito della votazione: chill, 25 punti; aura, 23 punti; bro e ghostare, 17 punti; rimasto, 14 punti.
Alla fine si è dunque imposta chill, la parola già selezionata dai giovani e giovanissimi sardi e dai loro coetanei siciliani, premiati al Festival del Cinema di Taormina, dalla prima cittadina di Siena e dall’Accademia della Crusca, che ha motivato così la sua scelta: «Nel linguaggio giovanile, e nei suoi usi in rete, chill assume il significato generico di ‘rilassamento’, ‘tranquillità’, ‘relax’ e ‘calmo’, ‘tranquillo’, ‘privo di stress’. Come sostantivo e aggettivo può descrivere un atteggiamento sereno e disinvolto, una persona rilassata e calma, un’attività priva di pressioni o stress, una situazione piacevole e distesa. Lo troviamo in espressioni del tipo “Dai, stasera facciamo qualcosa di chill, niente di troppo impegnativo”, “Stai chill, non c’è niente di cui preoccuparsi” o “Mi sta simpatico il nuovo professore di fisica, è super chill”, ma anche in locuzioni fisse come stare nel chill: “Oggi non voglio stress, sto nel chill”. In molti suoi usi e contesti può ricordare (e forse sostituire?) un altro termine, ormai noto e in declino, tipico del linguaggio giovanile di qualche tempo fa: scialla. Sebbene neanche chill sia nuovissimo – il suo impiego nei linguaggi giovanili e sui social network è noto da almeno quattro o cinque anni – il suo uso sembra essersi ultimamente ben consolidato tra i giovani appartenenti alle nuove generazioni cosiddette Alpha e Zeta. Tant’è che da chill è derivato il verbo, adattato alla morfologia dell’italiano, chillare (con il participio passato usato con valore aggettivale chillato. La nostra redazione ha dunque scelto chill come parola dei giovani del 2025 non perché sia la più recente, ma proprio in virtù del suo consolidamento nell’uso e della sua rappresentatività generazionale. In un’epoca caratterizzata da velocità e iperattività, dove la società richiede di essere sempre “sul pezzo”, reattivi e produttivi, il linguaggio giovanile risponde con una parola che invita a rallentare, a godersi il momento, a prendersi spazi di autentico relax. Chill è una parola rappresentativa di nuove generazioni per le quali la presa di distanza dallo stress, dalle pressioni sociali, la ricerca della tranquillità, dello svago, della libertà dall’ansia sembrano essere valori di riferimento, in cui i giovani si identificano e si riconoscono».
Educare alla cittadinanza attiva tramite il linguaggio
(progetto sviluppato in collaborazione col Parlamento Regionale degli Studenti della Toscana)
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21 della Costituzione Italiana). L’obiettivo è di sensibilizzare i giovani su temi civici importanti, ruotanti attorno alle parole-tema della Costituzione (libertà, lavoro, diritti e doveri, ecc.), per educarli alla cittadinanza attiva, concorrendo alla loro crescita personale e al rafforzamento dei legami interni alle loro comunità. Giovani in quanto futuri cittadini da mettere in condizione di apprezzare e di riconoscere nella partecipazione alla vita politica e sociale di un paese, attraverso il linguaggio (formidabile veicolo di trasmissione dei contenuti, dei valori, dei principi costituzionali), un importante fattore di crescita, di coesione, di cura.
Il progetto, rivolto alle scuole medie e superiori, consiste nella stesura di un breve testo (compreso fra i 100 e i 500 caratteri, spazi inclusi), sul modello dei principi fondamentali del dettato costituzionale, che enunci un principio da inserire in una futura Costituzione della Scuola italiana. Questa Costituzione risulterà alla fine strutturata in una serie di articoli numerati che esprimano il senso e il valore di una scuola in grado di rispondere ai bisogni della società, di tutelare i diritti delle persone, di lavorare per l’inclusione e i diritti e i doveri di una cittadinanza fondata sull’educazione civica, di combattere ogni forma di discriminazione, di progettare il futuro.
L’alfabetizzazione emotiva al tempo di Internet
Un uso “ecologico” e consapevole della Rete ci costringe ormai a ripensare non solo le buone pratiche – fra tattiche e strategie – per affrontare nel modo migliore i conflitti, e i corretti comportamenti da tenere per provare a risolverli, ma la nozione stessa di ecologia (e di sostenibilità ambientale, da ricondurre in gran parte proprio alla consapevolezza nell’uso dello strumento), per un’esplorazione dei nuovi immaginari della contemporaneità, fra comunicazione verbale e comunicazione non verbale, e con riferimento ai diversi linguaggi (in particolare quello artistico e quello musicale), anche nelle loro reciproche interferenze e contaminazioni, e con il coinvolgimento dei giovani e dei giovanissimi.
Tutto questo, funzionale a una ricodificazione inclusiva di saperi ed esperienze, discipline e abiti cognitivi, visioni e sperimentazioni del mondo, porta a ritenere strategico, in qualunque serie riflessione sull’argomento, il concetto di un’alfabetizzazione emotiva – conosciamo senz’altro meglio l’alfabetizzazione funzionale come quella grammaticale – capace di fare da apripista a un viaggio fra le parole che orienti consapevolmente e responsabilmente verso modi interfacciati di stare nel mondo valorizzando l’autodeterminazione e il pensiero consapevole e senza annullare le differenze o rimuovere i conflitti, che non sono parte del problema ma un contributo utile – talora perfino necessario – alla sua soluzione. Sono tanti i vocaboli dell’italiano comune, importanti o sensibili, bisognosi di essere riempiti di nuovo senso, di essere risemantizzati in un’ottica improntata al perseguimento del bene comune, e adattata alla sfera dei sentimenti e dei comportamenti al tempo di Internet, valorizzando al contempo le diversità, le divergenze e le differenze: A come amicizia o autodeterminazione, B come benessere, C come conflitto o consapevolezza, D come dissenso o dialogo, E come empatia, F come felicità o fiducia, G come gentilezza, I come incontro o integrazione, L come lealtà, ecc. (e tante altre: abbraccio, affetto, aiuto, amicizia, amore, apertura, appartenenza, ascolto, assistenza, attenzione, attività, autogestione, autosufficienza, autonomia, compartecipazione, compassione, comprensione, comunità, condivisione, confronto, consapevolezza, cooperazione, coraggio, coscienza, creatività, crescita, critica, cura, decisione, decrescita, dedizione, differenza, diritto, discussione, disponibilità, disputa, divergenza, diversità, dovere, educazione, eguaglianza, fragilità, fratellanza, giustizia, identità, indipendenza, lentezza, libertà, opposizione, originalità, parità, partecipazione, pazienza, resistenza, responsabilità, riconoscenza, rispetto, ruolo, sensibilità, simpatia, solidarietà, sostegno, umanità, vicinanza, ecc.).
Premio “Visioni”
Nei giorni della manifestazione sarà assegnato il premio itinerante “Visioni” a una personalità di spicco del panorama nazionale o internazionale. Nato nel 2015, il premio viene attribuito, di tappa in tappa, a personaggi che si siano distinti nel campo del giornalismo, della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo, ecc., ed è stato conferito, negli anni, ad Antonio Ricci, Cristina Comencini, Enrico Mentana, Annalisa Cuzzocrea, Corrado Augias, Barbara De Rossi, Carlo Freccero, Gian Antonio Stella, Lucia Annunziata, Zygmunt Bauman, Aldo Cazzullo, Beppino Englaro, Agnese Pini, Sergio Castellitto, Agnes Heller, Luciano Canfora, Piergiorgio Odifreddi, Franco Cardini, Teresa Forcades, Paolo D’Achille, Alberto Asor Rosa, Aldo Grasso, Franco Cardini, Federico Zappino, Emma D’Aquino, Massimo Bernardini, Stefano Frasi, Marino Bartoletti, Giorgio Vallortigara, Antonio Presti, Michele Mirabella, Francesco Bruni (regista), Sigfrido Ranucci, Giorgio Colangeli, Mario Martone, Gian Luigi Beccaria, Maria Rita Parsi, Alessandro D’Avenia, Antonio Scurati, Marcello Simoni, Massimo Cacciari, Vittorio di Trapani, Javier Cercas e tanti altri.
PROGRAMMA
21 aprile
Ore 10.30
Liceo linguistico e Istituto tecnico delle biotecnologie “Monna Agnese”
Massimo Arcangeli, Per un nuovo alfabeto sentimentale
Ore 16.30
Comune di Siena, Sala delle Lupe
Saluti istituzionali (Comune di Siena, complesso di Santa Maria della Scala, presidente della Consulta giovanile del Comune di Siena, associazione Confesercenti, Università degli Studi di Siena, Università per Stranieri di Siena, Contrada della Chiocciola, Enoteca Italiana Siena, liceo “Monna Agnese”, liceo “Enea Silvio Piccolomini”, istituto “Sallustio Bandini”, istituto “Federigo Tozzi”, Siena Calcio Femminile, coordinamento scuole senesi, )
Bruno Mastroianni, Le parole chiave. Il “conflitto” come soluzione al problema
Alberto Solari, Fatti non foste per ascoltare e basta! Parole e musica dall’operetta “Il diamante prezioso” e altri brani. Con Rebecca Bagnoli, Damaride Battilocchi, Andrea Grassini, Shelly Musa, Adele Perolari, Ester Taiti
Aurora Codogno e Elena Proserpio Marchetti, Un progetto della prima squadra femminile Siena FC a sostegno delle donne
Premio speciale “Visioni” ad Alberto Solari e alla sua scuola di giovani cantanti e musicisti (Crescendo Musica Toscana) e alla prima squadra femminile Siena FC per il progetto “Robur Femminile. Leadership Program” a sostegno delle donne in campo sportivo
La creatività giovanile come sfida per il futuro: maratona sul linguaggio giovanile
22 aprile
Ore 10.30
IIS “Sallustio Bandini”
Massimo Arcangeli, Il linguaggio giovanile: le nuove tendenze
Ore 16.30
Comune di Siena, Sala delle Lupe
Jacopo Brogi, Parlamento degli Studenti della Regione Toscana, Educare alla cittadinanza attiva. L’importanza delle parole
Silvia Antosa, Università per Stranieri di Siena, Gli studi di genere e queer nell’università italiana: sfide e prospettive
Agnese Fusaro, Università per Stranieri di Siena, Patrimonio culturale: storie di conflitto, incontri e partecipazione
Donato di Vincenzo, Riccardo Magrini, Alberto Talluri, La Siena Calcio Femminile
Premio internazionale “Visioni 2026” alla Siena Calcio Femminile per il suo impegno nella promozione dell’uguaglianza di genere nel mondo del calcio. La società calcistica, nel luglio del 2025, ha salutato, anticipata (maggio) da un’amichevole fra l’under 17 e una rappresentativa delle calciatrici delle contrade, la nascita ufficiale della prima squadra di calcio femminile della città di Siena
Ore 19.00
Stadio Artemio Franchi
Amichevole fra il Siena Calcio Femminile (Promozione) e il Badesse Monteriggioni femminile (Eccellenza) per valorizzare il calcio femminile e contrastare la discriminazione di genere in campo sportivo
23 aprile
Ore 11.45
Liceo classico e musicale “Enea Silvio Piccolomini”
Pierangela Diadori, Università per Stranieri di Siena, Sermo iuvenilis in peregrinis auribus. Le parole italiane “giovani” e gli studenti stranieri
Maria Silvia Rati, Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, L’italiano dei giovani, i giovani e l’italiano
Coordina Massimiliano Bellavista
Ore 16.30
Santa Maria della Scala, Sala S. Ansano
Chiara Valdambrini, direttrice Fondazione Antico Ospedale Santa Maria Della Scala, con Debora Barbagli, Davide Falletti, Maria Chiara Scopelliti, Stefania Villani, Abitare il museo: giovani e linguaggi al Santa Maria della Scala
Michele Minacci, presidente della Consulta giovanile del Comune di Siena, Siena, Giovani nella lingua
Federico Cignelli, garante del Collegio di Garanzia dell’Associazione Generatio PRS, Educare i giovani alla cittadinanza attiva – L’importanza delle parole
Filippo Franchi, responsabile Area Sociale Misericordia di Siena, Lo stile non ostile. Per un uso di parole non violente da parte dei giovani e delle comunità on line
Francesca Lettieri, direttrice artistica della compagnia ADARTE, Body speaking (*) . Un progetto sull’espressione corporea come strumento di comunicazione e consapevolezza
(*) BODY SPEAKING è sostenuto dall’Università di Siena, come attività di Terza Missione e Public Engagement, e dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena nell’ambito del progetto Community Hub – Culture Ibride
24 aprile
Ore 18.00
Contrada della Chiocciola, Cripta
Overtures. Incontri tra musica e cultura in Cripta
Intervento musicale a cura del Conservatorio di Siena “Rinaldo Franci”. Al violino Valeria Esposito
Marco Grandi, priore della Contrada della Chiocciola, Saluti
Aldo Cazzullo, Siena e il genio italiano
Introduce Maurizio Tuliani
Premio “Overtures” per la divulgazione culturale ad Aldo Cazzullo
Premia Marco Grandi